Freddy Mercury 70…

 

 

Come blog dedicato alla musica vintage 80 e 70 mi sembra doveroso allo scadere di questo 4 settembre 2016 dedicare un ricordo ad una delle figure musicali più importanti degli ultimi quarant’anni, ossia Farrokh Bulsara  alias Freddy Mercury,  visto che proprio oggi ricorre  l’anniversario della nascita di questo personaggio che tanto ha dato e tanto darà ancora alla musica rock e non solo.  Mercury, prima di chiamarsi “Mercury” nasce come  Farrokh Bulsara e vive  un’infanzia decisamente non comune tra Zanzibar, dove nasce da una famiglia indiana trasferitasi lì a causa del lavoro del padre (cassiere della Segreteria di Stato per le Colonie) e l’India dove trascorre gran parte della sua infanzia per questioni di studio  per poi tornare di nuovo a Zanzibar fino all’età di 18 anni, quando in seguito alla rivoluzione di Zanzibar, si trasferisce   con la famiglia in Inghilterra, vicino Londra. Qui studia come design grafico,  e sarà in questo periodo che conoscerà grazie a Tim Staffel, un suo compagno di corso   che suona il basso e canta in un gruppo chiamato Smile, i due membri restanti del gruppo, ossia il chitarrista Brian May e il batterista Roger Meddows-Taylor, futuri compagni di una vita. Freddy svolgerà l’attività di cantante in un’altra band e sarà solo dopo la defezione di Staffell (che non crede al successo degli Smile) che si unirà a May e Taylor nel 1970 ribattezzando lui stesso il gruppo come Queen (ne disegnerà anche il famoso logo)

 

e più o meno nello  stesso periodo  cambierà il suo cognome da Bulsara a Mercury.  Ai tre Queen si unisce anche il bassista John Deacon e da quel momento è storia, una storia che ha visto i Queen (senza nulla togliere al resto del gruppo) identificarsi prevalentemente nella figura di Mercury, un vero e proprio istrione  mutato  costantemente negli anni e che, nonostante una carriera solista  interessante con virate persino nel mondo della lirica (insieme al soprano spagnolo Montserrat Caballé)  darà il meglio di sé proprio con la sua band di sempre, per la quale ha scritto  capitoli  indelebili nella storia del rock.

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Quando i Queen “cantarono” con Mariangela Melato….

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Natale 1980, quando le sale non erano contaminate dai soliti cinepanettoni,  vidi al cinema un film che in maniera trasversale  mi fece conoscere  uno dei gruppi musicali più rappresentativi della musica rock, i Queen. La pellicola in questione
era Flash Gordon  (ispirata al personaggio a fumetti  degli anni Trenta). I Queen (capitanati dal leggendario Freddy Mercury) ne realizzarono  l’intera colonna sonora, della quale il sottoscritto (all’epoca bambino di dieci anni) conserva gelosamente il 45
giri dal titolo “Flash”, traino di tutto il Long playing.  Ricollegandomi al titolo bizzarro di
questo articolo potresti rimanere sorpreso se ti dicessi che Mariangela Melato, la Generalkalacompianta attrice italiana scomparsa pochi anni fa, ad uncerto punto della propria carriera si ritrovò casualmente sulla traccia intitolata appunto “Flash”.
L’attrice interpreta nella pellicola la perfida “Kala”,
una fedelissima dell’imperatore “Ming” e, forse per la sua presenza scenica non indifferente, verrà immortalata nel video e nella canzone  in una delle scene più significative,   nel bieco tentativo fallito di  contrastare l’attacco del nerboruto Flash, impartisce gli ordini ai suoi sottoposti in un inglese alquanto “maccheronico” ma ritenuto evidentemente dal regista e dagli stessi Queen alquanto originale.

Sempre sui mitici Queen allego per concludere una chicca per i fan più incalliti, un’intervista del 1977 a Roma  al batterista Roger Taylor, trasmessa su emittenti private locali,  il quale presenta al pubblico italiano una mini-biografia del suo gruppo, ancora non molto conosciuto nel nostro Paese (arriviamo sempre tardi). L’intervista è decisamente  interessante, specialmente per le  location che le fanno da cornice,  come il laghetto del quartiere Eur e una strada trafficata (forse la Cristoforo Colombo) con il Palaeur sullo sfondo (che emerge a mo’ di disco volante) dove il buon Roger fa capolino in mezzo alle automobili (127 Fiat compresa) che sfrecciano incuranti della sua presenza.