Dai Duran Duran ai Police attraverso il genio di Godley & Creme

Parlando di videoclip negli anni ottanta è quasi d’obbligo menzionare il genio visivo del duo inglese “Godley & Creme”, i quali nascono artisticamente come musicisti negli anni sessanta e fra le varie esperienze sicuramente da menzionare la loro militanza nel gruppo dei “10cc” (pochi non ricordano la favolosa “I’m Not In Love”).

Verso la fine degli anni settanta i due artisti lasciano i “10cc” diventando così ufficialmente “Godley & Creme” e continuando la loro carriera come band musicale fino alla fine degli anni ottanta, affiancano la loro attività di registi per videoclip. Uno dei primi lavori ad avere una certa eco mediatica è il video “Fade to grey” dei Visage” (vedi l’articolo precedente), anche se il vero successo in campo visivo arriva nel 1981 con “Girls on Film” dei Duran Duran”, dove vengono riprese modelle seminude in atteggiamenti decisamente osé  (ne esiste una versione non censurata).

“Godley & Creme” iniziano così fruttuoso cammino, tanto che  i Police, (all’apice della loro carriera) gli affidano la direzione di Synchronicity II (sigla fra l’altro del programma musicale “Musica è!” andato in onda su Italia uno nei primi anni ottanta)

nonché del brano “Wrapped Around Your Finger”e  l’indimenticabile  “Every Breath You Take” in un bianco e nero da autore.

Il gruppo (del quale Sting è ormai leader indiscusso)  affiderà inoltre al duo la regia di un loro concerto intitolato “The Synchronicity Concert”, e in seguito lo stesso Sting li richiamerà per dirigere il promo del suo primo singolo da solista intitolato “If You Love Somebody Set Them Free”

La richiesta da parte degli artisti più in voga dell’epoca si fa così sempre più numerosa e il duo realizza una serie di video ancora oggi programmati e omaggiati da tutte le reti specializzate come il clip  “The Power of Love” dei   Frankie Goes to Hollywood

o il rivoluzionario “Rockit” di Herbie Hancock.

“Godley & Creme” non dimenticano comunque di essere innanzitutto dei musicisti e  proseguendo parallelamente la loro carriera confezionano nel 1985 un video tratto da una loro canzone che rimarrà nella storia del videoclip e al quale molti registi si ispireranno (in Italia una nota marca di yogurt  li copierà per un famoso spot) e che porta il titolo di “Cry”, dove vengono rappresentati dei primi piani di volti in bianco e nero in continua sovrapposizione fra loro, creando un effetto visivo mai apparso prima.

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Il video che uccise la radio

buggles_videokilledI miei fornitori ufficiali di dischi tra il 1979 e il 1985 furono il negozio vicino casa dal nome alquanto suggestivo, Discoteca70, e i magazzini della Standa, dove con 1.500 lire potevi comprare il brano che sentivi almeno dieci volte in una giornata. A Discoteca70 inizierà il mio primo vero viaggio musicale, con l’acquisto del 45 giri che ha precorso gli anni 80: Video Killed the Radio Star, realizzato del gruppo britannico The Buggles.

Il brano, nonostante sia stato pubblicato nel 1979, ha tutte le caratteristiche della tipica canzone anni Ottanta, essendo caratterizzato da una preponderanza di tastiere e sintetizzatori uniti ai tipici strumenti elettrici di matrice rock. Anche il testo è in qualche modo lungimirante, un vero e proprio manifesto sulle potenzialità della televisione nell’ambito musicale a discapito della radio, ormai passata in secondo piano specialmente dopo l’avvento della creazione di MTV, emittente che (e non a caso) inaugurerà le trasmissioni nel 1981 proprio con il video in questione. Mente del gruppo è Trevor Horn, re Mida del pop inglese e produttore successivamente di gruppi come Pet Shop Boys e Frankie Goes to Hollywood, al quale si accompagna il tastierista Geoff Downes.

Piccola curiosità: nel video compare anche Hans Zimmer, collaboratore all’epoca del gruppo (e   successivamente componente degli Italiani Krisma) divenuto conosciuto negli anni a venire per la realizzazione di colonne sonore come L’uomo della pioggia, Thelma & Louise e il Il gladiatore e Il cavaliere oscuro.

Riassumendo: “Televisione 1 – Radio 0”.