JEAN MICHEL JARRE “RITORNO ALLE ORIGINI”

Nei vari articoli di “80 sequenze” mi  sono soffermato in particolare sulla musica che ha influenzato la mia  adolescenza e quindi, in concomitanza con un evento speciale, una menzione particolare non può non andare al  grande musicista francese Jean Michel Jarre che proprio in questi giorni  ha pubblicato il nuovo disco “Oxygène 3” per la ricorrenza del 40° anniversario dell’album originale uscito nel lontano 1976 e che farà parte di un cofanetto contenente l’intera trilogia.

Jean Michel nasce a Lione nel 1948 in un ambiente musicale  decisamente stimolante (il padre, Maurice Jarre, fu uno dei più celebri compositori di colonne sonore del secolo scorso fra le quali ricordiamo  “Laurence d’Arabia” e il “Dottor Zivago”) anche se l’influenza del genitore sarà marginale. Infatti Maurice dopo il divorzio si trasferirà in America, lasciando il figlio solo con la madre France Pejot, (ex-partigiana nell’ultimo conflitto mondiale) la quale, attraverso lezioni di musica impartitegli già in tenera età e grazie anche alle frequentazioni di locali come  “Le Chat Qui Pêche”, il primo jazz club di Parigi nel quale la donna si reca spesso con il giovane Jarre, ne alimenterà la passione per il mondo delle “sette note”. Jean Michel racconta, fra i suoi vari aneddoti di quel periodo, di aver suonato il pianoforte per il suo ottavo compleanno insieme al celebre trombettista Chet Baker

Jean Michel con la madre France Pejot

Dopo una serie di esperienze giovanili, come la frequentazione  del movimento parigino d’avanguardia musicale “Groupe de Recherches Musicales (GRM)” fondato da Pierre Schaeffer (figura di spicco della “musica concreta” che esalta la grandezza del suono puro) suo mentore ed ispiratore fra l’altro del primo 45 giri “La Cage” e “Eros Machine”, Jarre compone un brano originale per il Balletto dell’Opera di Parigi “AOR” e realizza  il primo album “Deserted Palace” nel 1972, un insieme di mini composizioni  simili a una sorta di collage sonori che “embrionalmente”  ricordano quelli della discografia successiva.

Video Jean Michel Jarre - Deserted Palace

Varie collaborazioni si susseguono per il giovane fino ad arrivare al 1976 quando (coadiuvato dal musicista e tecnico del suono Michel Geiss) realizza nelle quattro mura della sua casa parigina l’album “Oxygene”, considerato ancor oggi una delle pietre miliari della musica elettronica e all’interno del quale sono presenti strumentazioni d’avanguardia  come l’Arp 2600, gli organi elettronici Farfisa ed Eminent 310, la drum machine Korg Minipop, l’EMS VCS-3, uno dei primi sintetizzatori dell’epoca. Nonostante la pregevolezza di questo capolavoro il successo non arriverà subito a causa del rifiuto da parte delle etichette discografiche di pubblicarlo, e provvidenziale sarà l’intervento di Francis Dreyfus, (titolare dell’etichetta Disques Motors) che, convinto dalla moglie Hélène (ex-studentessa di Schaeffer e amica di Jarre) finanzia al giovane musicista la distribuzione iniziale di 50.000 copie del nuovo Lp nel dicembre 1976. Il riscontro positivo di queste vendite porterà ad altre ristampe del disco che nel 1977 scalerà le classifiche internazionali arrivando a vendere 15 milioni di copie fino ai giorni nostri.

Video Jean-Michel Jarre - Oxygene, Pt. 4

Oxygene avrà una grande eco anche negli anni successivi al suo debutto, basti pensare che il regista australiano Peter Weir utilizzerà alcune tracce di questo disco nel suo film del 1983 intitolato “Gli anni spezzati” (con protagonista un giovanissimo Mel Gibson) dove la musica di Jarre pur risultando ostentatamente anacronistica (la trama è ambientata durante la prima guerra mondiale) creerà un connubio perfetto con le sequenze della pellicola (anche Tarantino forse ispirato da questo accostamento inusuale riprenderà l’idea della musica fuori contesto storico nel brano “Cat people” di David Bowie in “Bastardi senza gloria”). Una strana coincidenza vedrà poi lo stesso Weir lavorare con Jarre sei anni dopo, anche se questa volta sarà con il padre Maurice, per la colonna sonora del film “L’attimo fuggente”.

Video Film "Gli anni spezzati"  "Oxygène Part II"
Video: Spot SAILA LIQUIRIZIA il piacere
che uccide (1989) con la musica di "Oxygène Part II"

Dopo “Oxygène” Jarre lavora  in un vero studio di registrazione e nel dicembre 1978 pubblica  il nuovo Lp “Équinoxe”, più elaborato rispetto al  precedente lavoro e supportato da nuovi strumenti “assemblati”  insieme all’ormai fedele collaboratore Michel Geiss.

Equinoxe alla sua uscita supererà in vendite Oxygene e grazie a questa crescente notorietà al giovane artista verrà chiesto di esibirsi a Parigi il 14 luglio del 1979, in occasione  della festa nazionale per celebrare la presa della Bastiglia con uno speciale spettacolo all’aperto attraverso l’allestimento di un palco speciale costruito in Place de la Concorde, con fontane d’acqua illuminate in diversi colori (per la cronaca: si dovettero sostituire i tubi dell’acqua che alimentavano le fontane per sincronizzarle con la musica) e giochi pirotecnici.

Video Jean Michel Jarre - Equinoxe 4 –
Place de la Concorde, Paris 1979

Dopo questo strepitoso evento (l’affluenza di pubblico non pagante fu stimata ad un milione di persone tale da farlo entrare nel guinness dei primati) Jean Michel Jarre (nonostante varie proposte per suonare dal vivo) torna in studio e  nel 1981 realizza “Magnetic Fields” (Les Chants magnétiques),  dove imperversano ritmo  e campionamenti, questi ultimi introdotti grazie al “Fairlight CMI”, il primo campionatore digitale al mondo dal costo allora esorbitante ed usato all’epoca anche da artisti quali Kate Bush e Peter Gabriel.

Jarre a questo punto comincia  a prendere nuovamente in considerazione le proposte per esibizioni “live” e fra le più allettanti gli viene proposta la possibilità di esibirsi in Cina  come primo musicista occidentale dopo la rivoluzione politica e culturale del 1949, visto che il Paese di Mao Tse-tung era stato fino ad allora resistente alle incursioni dell’arte occidentale considerata “decadente”. Gli eventi del tour cinese furono immortalati in un video nonché nel primo (doppio) album live intitolato “Les concerts en Chine”. Il film oltre a mostrare i momenti più pregnanti degli spettacoli (vedi l’esibizione di un Jarre euforico che interagisce col pubblico attraverso una piccola tastiera portatile) è un resoconto interessante anche dal punto di vista storico perché  documenta la Cina del primo periodo post-Mao.

Video Jean Michel Jarre interagisce con il pubblico
attraverso una piccola tastiera portatile durante
il brano  “Orient Express” (China 1981)

 Terminata l’esperienza nelle terre d’oriente al musicista viene commissionato nel 1983 di scrivere un album per una mostra d’arte avente come tema il “supermercato”. Il disco (anch’esso presentato come vera e propria opera d’arte in un’unica copia) s’intitola “Music for Supermarkets” e verrà venduto all’asta (insieme agli altri pezzi di opere d’arte della  mostra) ad una cifra di 70.000 franchi per poi essere diffuso radiofonicamente in una sola giornata di programmazione dove il musicista esorterà gli ascoltatori a registrarlo illegalmente.

Audio Jean Michel Jarre — Music for supermarkets
(1983/Full album)

Il 1984 è l’anno di  “Zoolook”, dove il  Fairlight viene qui largamente usato per i  campionamenti delle registrazioni vocali, mentre per le parti strumentali Jarre si circonderà di illustri musicisti come Marcus Miller, Adrian BelewLaurie Anderson.

Video Jean-Michel Jarre - Zoolookologie

Dopo questo disco (non promosso da nessun tour) Jarre inizia a lavorare al prossimo album intitolato “Rendez-vous” e proprio durante le sessioni della registrazione viene invitato a suonare per la celebrazione del 150° anniversario dello stato del Texas negli Stati Uniti che coincide con il 25° anniversario della costituzione della NASA.

Lo show, battezzato “Rendez-vous Houston”, sarà  il suo progetto più ambizioso fino a quel punto, con una scenografia rappresentata dallo skyline di Houston impreziosito da schermi di proiezione giganti formati da enormi teloni impiantati sui grattacieli e i tetti degli stessi usati come basi per fari giganti e rampe di lancio per i fuochi d’artificio. L’idea più originale sarebbe stata un collegamento con lo Space Shuttle Challenger da dove lo scienziato Ron McNair. avrebbe dovuto suonare il sassofono dalla navicella via radio durante il concerto, come se fosse un membro della band, ma  il 28 gennaio del 1986 il “Challenger” esplose poco dopo il decollo e tutto l’equipaggio perì nel disastro. Il concerto, ad un passo dalla cancellazione, si tenne il 5 aprile 1986 ed assunse un ennesimo significato, quello di rendere omaggio alla memoria dell’equipaggio. Il concerto, fatta eccezione per alcuni problemi logicistici (come le intemperie che distrussero alcune scenografie) fu un successo tale da far raggiungere al musicista un altro  record per l’affluenza di un milione a mezzo di spettatori non paganti, superando così il precedente record parigino del 1979.

Video Jean Michel Jarre
Ron's Piece (Houston Concert)

Nel 1988 Jarre pubblica “Revolutions” che spazia fra generi vari, inclusa la musica d’ispirazione araba e sempre nello stesso anno si esibisce in un concerto intitolato “Destination Docklands” al Royal Victoria Docks  di Londra dal quale verrà successivamente estratto un disco dal vivo.

Gli anni novanta sono arrivati e Jean Michel per celebrare gli ottant’anni dell’oceanografo francese Jacques-Yves Cousteau (11 giugno 1990) lo omaggia il giorno del suo compleanno pubblicando  “Waiting for Cousteau” eseguito dal vivo un mese dopo al concerto parigino  per la Festa nazionale, richiamando oltre 1,3 milioni di persone che affollano le strade della capitale.

Video

Video Jean Michel Jarre
Concerto a Parigi del 14 luglio 1990

Nel 1992 Jarre è in Africa dove suona nella città perduta in Bophuthatswana e l’anno seguente pubblica “Chronologie”, un “concept album” che racconta la storia dell’essenza della vita, dalla nascita fino alla morte. Il nuovo disco viene promosso in un primo vero tour intitolato “Europe In Concert” che non ottiene però il risultato sperato, anche se fortunatamente l’11 marzo del 1994, in occasione dell’inaugurazione del nuovo stadio di Hong Kong, la situazione al livello di accoglienza migliora con un tutto-esaurito, e il resoconto di questi ultimi concerti viene immortalato  nel video  e  CD intitolati “Hong Kong”.

Nel Giorno della presa della Bastiglia del 1995 Jarre si esibisce nuovamente in un concerto (questa volta davanti alla Torre Eiffel) che verrà denominato “Concert pour la Tolérance”, in commemorazione al 50º anniversario dell’UNESCO, mentre nel maggio 1997 pubblica   “Oxygène 7-13”, (nel contesto della nuova pubblicazione che vede l’intera trilogia questo disco verrà ribattezzato col nome di “Oxygène 2”) ideato come una sorta di sequel di “Oxygène”  e dedicato al suo maestro Pierre Schaeffer, scomparso due anni prima. Il disco presenta il riutilizzo dei sintetizzatori analogici  anni settanta ai quali sono affiancati  strumenti di nuova generazione e viene promosso da una serie di date dove è incluso un grande spettacolo  a Mosca con un nuovo record di presenze all’aperto di 3,5 milioni di persone.

Alla vigilia di capodanno del 1999 Jarre tiene un concerto di tre ore nel deserto egiziano vicino Giza  celebrando l’arrivo del nuovo millennio presentando contestualmente il nuovo album “Métamorphoses”, caratterizzato da melodie elettroniche e arabeggianti  accompagnate da una scenografia di proiezioni laser sullo sfondo delle piramidi e del deserto del Sahara.

Nel 2001 Jarre compone “Interior Music”, un disco di promozione per Bang & Olufsen disponibile solo in regalo ai clienti della ditta di hi-fi di lusso, mentre nel 2003 pubblica “Geometry of Love”, come colonna sonora promozionale per il locale francese “V.I.P. Room”, caratterizzato da sonorità tipicamente Lounge/Chillout.

L’anno seguente il musicista ritorna in Cina, 21 anni dopo il famoso tour  per due performance, una nella Città Proibita ed una in Piazza Tiananmen dal quale venne pubblicato nel 2004 un CD/DVD intitolato “Jarre in China”.

Nel 2007 realizza il concept album  “Téo & Téa”, incentrato su due personaggi generati al computer (Téo e Téa) che Jarre descrisse come due gemelli, rispettivamente maschio e femmina. Interamente eseguito con strumentazione digitale e programmato al computer, quest’album fece segnare un allontanamento da parte di Jarre dalla strumentazione che aveva da sempre caratterizzato la sua produzione musicale, preferendo invece strumenti semplici e di nuova generazione.

Nell’agosto 2007 il musicista francese torna alle sue origini pubblicando con la EMI France una versione speciale di Oxygène in  occasione del 25º anniversario intitolata “Oxygène: New Master Recording” e al quale seguirà un tour mondiale che ha lo visto suonare in teatri e spazi chiusi, compreso quelli italiani come il Gran Teatro a Roma dove anche il sottoscritto ha avuto la fortuna di assistere per la prima volta ad un suo concerto e oltretutto suonato interamente dal vivo  senza basi preregistrate come anch’egli specificò prima di iniziare l’esibizione, supportata esclusivamente dai soli strumenti analogici.

Video jean michel jarre
Presentazione concerto a Roma nel 2008

Arriviamo così ai giorni nostri quando Jarre tra il 2015 e quest’anno realizza due album intitolati “Electronica 1: The Time Machine” ed “Electronica 2: The Heart of Noise”, avvalendosi della collaborazione di importanti artisti  come Moby, Tangerine Dream, Gary Numan e tanti altri.

Proprio nel tour di Electronica 1 ed  “Electronica 2 Jarre ha dato un assaggio di “Oxygène 3” che sicuramente non deluderà e che fra i regali attesi per il prossimo Natale sarà sicuramente un dono gradito per i fan più esigenti e per chi apprezza ancora la buona musica, quella fatta con passione e cuore.

Audio Jean Michel Jarre - The Brand New Oxygen 3
Per la set list completa dei video clicca qui
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