Le mie pietre miliari: “Depeche Mode “The Singles 81-85”

La pubblicazione (prevista per l’11 novembre 2016) di un nuovo super cofanetto di dvd che comprenderà la videografia completa degli intramontabili Depeche Mode, mi ha riportato alla mente uno dei “fari guida musicali” determinanti nella mia fase adolescenziale: la raccolta di successi intitolata “The Singles 81-85”.

Sembra ieri quel lontano pomeriggio autunnale del 1985, quando in una delle mie passeggiate al centro storico di Roma mi dirigo verso il negozio di dischi Ricordi (oggi scomparso), ubicato in via del Corso in prossimità di Piazza del Popolo e dell’ex-cinema Metropolitan. Entrando noto tra le novità discografiche una musicassetta che ha per copertina una foto in primo piano dei DM e una didascalia che reca il titolo “Depeche Mode The singles 81-85”. Devo precisare che allora già nutrivo un certo interesse per i “Fab four” dell’elettronica e non possedevo nulla della loro discografia. Quale occasione migliore per colmare questa lacuna dell’acquisto di un “greatest hits”?

Bisogna inoltre puntualizzare che prima dell’uscita di “Violator” la “discografia”  dei Depeche Mode in Italia non veniva pubblicizzata al livello dei cosiddetti gruppi “mainstream”, di conseguenza anche i  tour erano ospitati  nella maggior parte dei casi in location poco capienti, con apparizioni televisive misurate col contagocce e proprio a tal proposito consiglio di visionare questi due estratti di interviste risalenti al 1983, con protagonisti Mike Bongiorno e Red Ronnie.

Video. Superflash Canale 5 1983

Video. Be Bop a Lula Italia Uno 1983

Prima dell’era internet per tenersi aggiornati in campo musicale bisognava comprare o al limite farsi duplicare dischi/cassette (sempre che qualche amico le possedesse e non era così in questo caso) acquistare riviste ed ascoltare radio e televisione, sperando di “captare” quello che i mass-media proponevano. Provvidenziale in questo frangente fu “Videomusic”, la prima stazione televisiva italiana che (ricalcando il modello dell’americana Mtv) nell’aprile del 1984 aprì i battenti trasmettendo videoclip musicali 24 ore al giorno (all’epoca una novità assoluta nel nostro Paese) e uno di questi  fu proprio “People are People” dei Depeche Mode. Il brano  aveva una base musicale pop elettronica con  sfumature decisamente industrial e trattava il tema  della perenne incomprensione reciproca che può sfociare nell’intolleranza o nell’odio immotivato. La traccia era accompagnata da un videoclip in bianco e nero con i quattro membri della band intenti a pseudo manovre su un vecchio incrociatore, il tutto corredato da inserti di filmati d’epoca della seconda guerra mondiale.

 Video. Depeche Mode People are People 1984

“People are People”, anche se a posteriori non viene considerata come l’opera summa della band, per me fu un vero “coup de foudre”, che da quel momento in poi spostò la mia attenzione sui successivi lavori della band come “Master and Servant”, brano dance che nel testo rimanda a giochi sadomasochistici come metafora dei divari sociali che sempre più attanagliavano (e attanagliano) la  società contemporanea.

Il lato A della mia musicassetta comprata nel mitico negozio della Ricordi

A fine estate i Depeche sfornano così il loro quarto l’album intitolato “Some Great Reward” dal quale vengono estratti   altri due singoli: “Blasphemous Rumours” (che incontra  problemi con la censura dell’epoca per il testo provocatorio sulle tematiche inerenti alla religione) e la ballata “Somebody”, altro classico della band cantata da un ispiratissimo Martin Gore.

Una chicca  che per questioni anagrafiche solo un fan della prima ora può ricordare fu un’intervista alla vigilia del tour italiano per la promozione del nuovo Lp, quando  l’onnipresente   Videomusic mandò in onda dal luna park di Firenze (ancora  la ricordo distintamente)  un’intervista rilasciata da  Martin Gore e David Gahan su delle macchinine a scontro.. da vedere assolutamente!!!

Video. Intervista Depeche Mode a Firenze nel 1984

Fino al quel fatidico ottobre del 1985 invece non ebbi molte notizie di quelli che sarebbero diventati i miei idoli musicali per più di vent’anni tranne che per i singoli “Shake the disease” (ancora oggi uno dei brani più amati dai fan) e “It’s Called a Heart“, singolo che non avrà nessun seguito e che Gore e compagni rinnegheranno negli anni a venire

Il lato b…

“The singles 81-85” è sicuramente un ottimo inizio per chi non conoscesse ancora questo gruppo ormai divenuto vera e propria band di culto, e rende perfettamente l’idea del percorso intrapreso in quei cinque anni  a partire dai primi lavori rappresentati nelle prime tre tracce: “Dreaming of me”, “New Life”“Just Can’t Get Enough”, appartenenti al periodo di Vince Clarke (fondatore dei Depeche Mode) per proseguire con la seconda fase (che vede la defezione di Clarke sostituito come paroliere principale da Gore) rappresentata dai singoli “See You” e “Leave in Silence”.

Il 45 giri “Get the Balance Right!” segna l’entrata ufficiale nel 1983 di Alan Wilder riportando la band a una formazione di quattro elementi e sarà proprio con Wilder che i Depeche Mode matureranno un loro stile palesato nell’immortale “Everything Counts”, seguito dal 45 giri “Love, in Itself”.

Il resto come sappiamo è storia.

 

BONG!

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