John Carpenter approda a Roma

 

Un appassionato di film horror come me non ha potuto esimersi dall’assistere, la sera di domenica 28 agosto,  al concerto del mitico John Carpenter: uno dei registi fanta/horror più rappresentativi della cinematografia internazionale degli ultimi quarant’anni.
Lo show, che ha avuto come cornice l’Auditorium del Parco della musica a Roma, è iniziato come da programma in perfetto orario, con la band (tutta rigorosamente vestita di nero) che sale sul palco insieme al mito (perché tale è) che, con andatura lenta  si è recato alla sua postazione (tastiera/synth) seguito dal figlio Cody Carpenter (tastiere/sintetizzatori) e dal figlioccio Daniel Davies (chitarra principale), coadiuvati  a loro volta da una seconda chitarra, basso e batteria per completare la formazione.
Come supporto all’esibizione rigorosamente live vengono proiettate su un grande schermo posto alle spalle della band scene dai film che hanno dato fama al regista statunitense; quale migliore inizio di  “1997 Fuga da New York“?

Il pubblico, quasi in delirio reagisce alle immagini del mitico Jena Plissken (Snake in originale, alias Kurt Russell, attore feticcio di Carpenter)  come un bambino eccitato alla visione del suo eroe preferito. L’idea  di “rafforzare” la musica con l’ausilio visivo di queste pietre miliari che riportano molti dei presenti (compreso il sottoscritto, naturalmente) all’età adolescenziale risulta decisamente azzeccata.
Lo show procede alternando  alle colonne sonore i brani del nuovo disco “Lost Themes II”, anche se al sottoscritto il concerto più che una promozione dell’ultimo apprezzato lavoro inedito sembra un tributo (doveroso) ai suoi intramontabili lavori da regista.
Carpenter  prosegue il suo viaggio a ritroso nel tempo  suonando altri capolavori come “Distretto 13 – Le brigate della morte” (esiste una famosa versione “house” realizzata alla fine degli anni ottanta dai Bomb the bass)  
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